The Wolf’s Witchcraft

Copyright© by Carla Saltelli e Michela Rusconi

CAPITOLO II

Ho detto che il lavoro di mia madre era quello di vendere il suo corpo, ma ho detto anche che è una cosa che non ho saputo per molto tempo. Sì per anche per quello Piccolo era lì. Mi portava nel bosco ogni volta che qualche cliente era in casa. Mi prendeva sulle spalle, le mie manine erano piccole, tenere, paffute ed affondavano tra le sue. Erano attimi magici.

Ho sempre amato il bosco, non saprei dire il perchè, ma c’era qualcosa in quel luogo che mi faceva sentire affine a lui. Il fruscio delle foglie, lo scricchiolare dei tronchi e dei rami secchi, il cinguettio degli uccelli, era tutta una musica, una sinfonia meravigliosa eseguita soltanto per me e mio fratello era il direttore di quella meravigliosa orchestra. Lui non mi ha mai trattato come una bambina, si rivolgeva a me come se fossi un adulto in miniatura, come se potessi capire ogni cosa. Ed in effetti, a modo mio capivo.

La mia affinità al bosco non si limitava solo a quella vaga sensazione di familiarità che provavo ogni volta che uscivo con mio fratello. Il richiamo era molto più forte e lo capii non appena fui in grado di reggermi da sola sulle mie gambe. Era una mattina come tante altre all’apparenza, ma quelle voci che solo io ero in grado si sentire erano più insistenti che mai. Provai a resistere, per un po’, ma alla fine, quasi ipnotizzata dovetti cedere. Un passo dopo l’altro, sulle mie gambette inferme, gattonando di tanto in tanto, a volte probabilmente anche strisciando, arrivai al limitare del bosco. Sentivo una strana consapevolezza dentro di me, come se stessi facendo esattamente quello che dovevo fare, mi inoltrai nella selva. Non avevo paura, gli alberi svettavano alti ai lati del sentiero che stavo percorrendo, nemmeno fossero una guardia d’onore in attesa proprio del mio passaggio. Arrivai ad una radura; se dovessi rifare quella strada ora, a mente lucida, sono sicura che non saprei tornare in quel posto, ma il destino mi ci condusse per mano. Come ci si aspetta da ogni bambino, una volta giunta a destinazione cominciai a giocare, a distrarmi, seguivo le farfalle, mi rotolavo nell’erba, gridavo e ridevo, finchè d’un tratto qualcosa non finì per attirare la mia attenzione: c’èra un monticello di terra a pochi passi da dove ero finita, aveva tutta l’aria di essere soffice e provai un irresistibile voglia di poggiarci le mani. Lo feci e a quel punto non so dire esattamente cosa accadde, chiusi gli occhi, mentre una sorta di strano calore si diramava in tutto il mio corpo, finendo per concentrarsi sulle mie mani, nella punta delle mie dita. Una parola mi salì alle labbra, qualcosa che doveva suonare come “crawi”, lettere che formavano un suono appartenente ad lingua sconosciuta, dal significato a me ignoto, poi le mie mani si sollevarono e… improvvisamente fui sopraffatta da un grandissimo senso di stanchezza, tanto che le palpebre, che già prima erano chiuse, non si rialzarono e la mia coscienza sprofondò piano piano nell’abbraccio confortante del sonno. Mi svegliai molto tempo dopo. Mio fratello era accanto a me e mi guardava con aria truce. Sul mio monticello di terra era apparso un fiore, delicato, dai petali rossi, dello stesso identico colore dei miei capelli. Era unico, non avevo mai visto nulla di simile in tutto il bosco e non appena lo vidi ebbi la bruciante consapevolezza che lui era lì per me. Il seme giallo, ricco di polline e nettare, la corolla folta di petali sottili e colorati, il gambo esile e le foglie turgide. Possibile che non lo avessi notato prima? C’era sempre stato, o forse…? Non feci in tempo ad elaborare un pensiero personale a riguardo perchè Piccolo con tutta la caparbietà e la severità da bambino-adulto di cui disponeva mi sollevo e mi riportò a casa. Da quel giorno mi fu proibito andare nel bosco da sola. Loro temevano che i pericoli fossero troppo grandi ed io non avevo le parole per spiegare che, per me, non ci sarebbero mai stati pericoli in quel luogo.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...