The Wolf’s Witchcraft

Copyright© by Carla Saltelli e Michela Rusconi

CAPITOLO II

Ho detto che il lavoro di mia madre era quello di vendere il suo corpo, ma ho detto anche che è una cosa che non ho saputo per molto tempo. Sì per anche per quello Piccolo era lì. Mi portava nel bosco ogni volta che qualche cliente era in casa. Mi prendeva sulle spalle, le mie manine erano piccole, tenere, paffute ed affondavano tra le sue. Erano attimi magici.

Ho sempre amato il bosco, non saprei dire il perchè, ma c’era qualcosa in quel luogo che mi faceva sentire affine a lui. Il fruscio delle foglie, lo scricchiolare dei tronchi e dei rami secchi, il cinguettio degli uccelli, era tutta una musica, una sinfonia meravigliosa eseguita soltanto per me e mio fratello era il direttore di quella meravigliosa orchestra. Lui non mi ha mai trattato come una bambina, si rivolgeva a me come se fossi un adulto in miniatura, come se potessi capire ogni cosa. Ed in effetti, a modo mio capivo.

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The Wolf’s Witchcraft

CAPITOLO 1 – CONTINUA

Copyright© by Carla Saltelli e Michela Rusconi

Molti riuscirono a trovare una nuova casa e una nuova vita, unendosi felicemente a dei popoli più tolleranti e incuriositi da quella strana gente. Altri, invece, vennero perseguitati per il loro essere diversi, in scarso numero e nella più assoluta povertà. Città considerate civili organizzarono battute di caccia, roghi e torture solo per disfarsi di quei criminali dai capelli rossi che non avevano diritti, neppure quelli più basilari. In alcune civiltà nacquero persino tradizioni popolari che predicavano una totale diffidenza verso coloro che nascevano con i capelli rossi: erano individui malvagi, anormali, tendenti a sviluppare un carattere violento e sanguinario. Continua a leggere

The Wolf’s Witchcraft – Racconti a puntate

CAPITOLO 1 

Copyright© by Carla Saltelli e Michela Rusconi

Sarebbe stato bello avere una giornata normale, almeno una volta nella mia vita. Non ho mai chiesto tanto, solo una breve, solitaria, misera giornata secondo gli standard del vivere civile. Pare noioso come desiderio, forse, persino anormale, per gente che non vuole altro che sentirsi speciale, almeno per qualche ora. Non ho mai condiviso questa frenesia ma forse é vero ció che si dice in giro: una persona desidera ció che non avrá mai. Ho superato i trent’anni e ancora non ho vissuto un singolo giorno normale. Direi che é ora di cambiare, un poco. Continua a leggere